Pauperista

Pauperista

 

Il pauperista è un romanzo italiano sperimentale edito dalla casa editrice indipendente Gwynplaine nel 2013.

copertina del romanzo il pauperista di Fabio noio

Il pauperista è un libro scritto solo di frasi. Una quotidianità cadenzata su sopralluoghi ai vari angoli del passato, un rapporto amoroso che si dissolve forse in delitto, brevi accenni di cronache, rapidi incontri e addii. In attesa che il proprio nome non significhi piú niente, per nessuno.

Imperniata temporalmente sul 2004, sulla maschera cioè dell’anno della capitale europea della cultura, quale Genova formalmente era, e su spostamenti minimi quanto profondi in Germania (Berlino, Lubecca), la trama è come annegata nella densità della sua scrittura. Che non abbassa lo sguardo davanti alle cose, bensí le nomina e gestisce in una scorribanda verbale inebriante e criptica.

Un libro torbido che trasmette la necessità ineluttabile di infuriare.
Un libro incondizionale dedicato espressamente agli interludî.

La storia, la forma è quella di una persona che si registra mentre dorme.

Un Traumroman che segue in tempi e modi propri la vicenda di un uomo, mai nominato, che si trasferisce all’estero dopo un’esistenza sotto ogni aspetto precaria. Là rimane e si arrangia, fino a quando la notizia della morte del padre, a gennaio, non lo “convoca” nuovamente in Italia. Il libro si apre a questo punto, e quindi a ritroso, a partire dal ritorno dalle esequie, si verbalizza in uno scollamento: la voce che dice io, infatti, si stacca dalla propria compagna (intrattenendo con lei solo contatti telefonici) come da tutto il resto; affitta una stanza (da cui non esce mai) e comincia a registrarsi mentre dorme. E a rivedere le cassette di giorno, da solo.

cosa fa un pauperista?Le parole del libro dunque forse come la trascrizione dei pensieri che nascono riguardando il sé che dorme, nello schermo. Sottotraccia, nel frattempo, si accumulano brevi storie, fugaci sogni o ricordi, rapidi accenni alla cronaca. Paragrafi in sé conchiusi che però potrebbero pure rimandare a quanto immediatamente segue; e nell’intanto, in modalità appropriata di interludio, maturando un’idea di costituirsi. Fino all’epilogo grottesco e agro sotto le feste natalizie.

Un secondo capitolo e un terzo fungono da appendice e chiusura. Dapprima un diario di agosto, dove si descrive e verifica un’eventuale quotidianità, durante un viaggio senza meta per una Germania assolata. Quindi un finale visivo, tematicamente giocato su una nascita.

Ché si è indietreggiato molto (si valuti o immagini il senso, la direzione): il Pauperista dunque è, per sé e in fondo, nient’altro che un salto migliore.

La brigata delle magre tenie è un movimento letterario italiano clandestino. Le magre tenie generano dal principio retiano secondo il quale “chi è capace di leggere viene comportato come un accecato”.

Il manifesto della brigata delle magre tenie (Genova, 2012):

La scrittura dev’essere inutile il testo deve avanzare parole e punteggiatura e spazi bianchi hanno carattere di interludio unica deriva è l’origine l’odio di classe è la fine degli occhi sprecare sprecare sprecare non parlare che dei resti chi è capace di leggere viene comportato come un accecato rifiutare la condizionale è il sistema di lavoro praticabile nessun gesto nessun orpello nessuna contestazione suicidarsi nel testo è la risposta che anche durante la pubblicità le persone socializzano rifiutare l’idea e la pratica nel frattempo di migliorare annoiarsi stare cosí nessun effetto speciale non essere pubblici non contarci non contarsi annoiarsi tanto da caratterizzarsi solo cosí di questo invece.

Il Pauperista di Fabio Noio è l’unica magra tenia.